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L’espansione della mafia in toscana

L’espansione imprenditoriale

Nel territorio toscano aumenta e si struttura la presenza delle mafie, soprattutto nei mercati legali: così potremmo riassumere i risultati del VI Rapporto Annuale sui fenomeni di criminalità organizzata e di corruzione, a cura di Università Normale di Pisa per Regione Toscana. Sono molti e di grande interesse i dati e le analisi contenute nell’indagine, che esamina il 2021: dal mercato delle sostanze illegali alle organizzazioni criminali straniere, dal riciclaggio ai fenomeni corruttivi. I due approfondimenti tematici riguardano un’indagine sul mercato delle droghe illegali e sulle sue evoluzioni, e un’analisi su tratta e sfruttamento della prostituzione.

Le mafie in Toscana stanno sviluppando sempre più una forte vocazione imprenditoriale, che si esprime nel mercato attraverso attività di riciclaggio e, in maniera più limitata, attraverso imprese mafiose con sede legale stabile nella regione. L’espansione per via imprenditoriale delle mafie, che si realizza attraverso il consolidamento o l’estensione di attività produttive o commerciali, di solito di tipo tradizionale, caratterizza quindi la nuova strategia delle organizzazioni mafiose. I settori economici più appetibili per gli interessi criminali in Toscana sono l’immobiliare, seguito da alberghiero e ristorazione, costruzioni ed estrazione/cave, trasporti e logistica, rifiuti, appalti, manifatturiero, conciario. Il fatto che la vocazione imprenditoriale delle mafie nella nostra regione si realizzi non più solo al fine di riciclare il denaro, ma per alterare la concorrenza delle attività economiche rappresenta una preoccupante evoluzione del fenomeno. Ciò è in parte un effetto della doppia crisi (economica e legata alla pandemia) che ha investito il territorio regionale. Nel 2021 ben 29 aziende con sede in Toscana hanno ricevuto un’interdittiva antimafia, con un aumento del 126% nell’ultimo triennio.

Infine, una sezione dell’indagine è dedicata alla gestione dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose, il cui totale ammonta a 792 – con un incremento significativo rispetto allo scorso rapporto (+46%) –, di cui 105 aziende (+66%). I beni attualmente in gestione sono 592 (75% del totale), in aumento rispetto all’anno precedente (+57%).

Di fronte all’aumento degli interessi mafiosi, appare così necessario un rafforzamento non solo dell’attività investigativa e repressiva, ma anche delle azioni di prevenzione e sensibilizzazione della società civile. Il rischio di un ulteriore radicamento delle mafie in Toscana può essere infatti contrastato solo attraverso uno sforzo comune, sul quale devono convergere tutti gli attori pubblici e privati, per sviluppare legalità e promuovere diritti.