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Non solo Sanpa: una storia che va raccontata.

Se vogliamo dare un merito al clamore mediatico derivato dal grande successo della serie documentario SANPA di Netflix è quello di aver riacceso i riflettori su una realtà importante rappresentata dalle strutture residenziali per presone con problemi di dipendenza e sulla loro genesi, questione sconosciuta ai non addetti ai lavori.

Le droghe, le abitudini di vita e le dipendenze cambiano, ma il dibattito su di esse e l’immaginario collettivo su ruolo, attività e sfide delle comunità- e dei servizi in generale- sembra cristallizzato. La realtà è ben diversa, le origini e le storie delle comunità sono complesse, fatte da momenti di continuità e di rottura che ne hanno determinato evoluzioni e cambiamenti.

Cat Cooperativa Sociale, a seguito della fusione con l’Associazione Insieme, gestisce oggi il Centro di riabilitazione “Il Pozzino”, la Casa Accoglienza “Insieme San Martino” e la Comunità Residenziale “Poggiovalle”.

In questo documento, scritto in occasione dei 30 anni di vita nel 2012, vengono raccontate le origini di questa storica realtà,  dalle origini ecumeniche fino alla svolta laica, e alla fondamentale adesione al Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza (C.N.C.A.).

Potete scaricare la versione integrale o leggere la parte iniziale qui di seguito.

1979-1982 – L’origine

Il progetto di costituire una Associazione che si ponesse come finalità l’ accoglienza e la riabilitazione di giovani tossicodipendenti nasce da un gruppo di persone che si riuniscono presso la Parrocchia di San Marco a Firenze. Siamo nell’estate del 1978 e alcuni di loro iniziano un giro per l’Europa, soprattutto in Francia, per visitare e conoscere alcune realtà che  cercano di coniugare disagio e preghiera.

IL 19 ottobre 1979 a Firenze si costituisce l’Associazione “Comunità degli Ultimi”.

Dopo un periodo itinerante l’Associazione ottiene dalla Curia la struttura di San Martino a Scopeto a Vicchio del Mugello. In questa fase la caratteristica dell’Associazione è l’ autoreferenzialità. In occasione di un viaggio a Tolosa per accompagnare un giovane ospite, l’Associazione entra in contatto con la comunità Le Patriarche. Tramite la comunità di Tolosa vengono stretti rapporti con una comunità per il recupero di tossicodipendenti a Cairo Montenotte (SV). Nel 1982 un gruppo proveniente da Cairo Montenotte dà inizio presso la struttura di San Martino ad una comunità succursale di quella di Cairo Montenotte.

Poco tempo dopo, a seguito di contrasto tra il gruppo fondatore e la comunità di Cairo Montenotte, avviene  la prima crisi e la Comunità di San Martino inizia la sua vita autonoma. Il 21 ottobre 1982 si tiene l’assemblea straordinaria per l’approvazione del nuovo statuto e del cambio del nome da Comunità degli Ultimi ad Associazione Insieme, frutto dell’unione di persone provenienti dal nucleo fondatore della Comunità degli Ultimi, da persone accolte nella comunità e persone interessate a vario titolo. Nel gruppo si delinea la figura carismatica di Aldo Tanas che viene eletto vice-presidente dell’Associazione.

1982-1985-La Fase Pioneristica, la crisi e la svolta

Dopo un periodo di stima e collaborazione reciproca tra le due anime del gruppo, quella dei fondatori ed i nuovi soci, si entra in una fase di incomprensioni e contrasti in particolar modo sull’impostazione di fondo. Il gruppo storico voleva prevalesse l’impianto religiosa, i nuovi erano per un’impostazione laica e pluralista e riconoscevano in Aldo Tanas la competenza nelle problematiche connesse all’uso di sostanze, nonché la capacità di “relazione” con le persone in programma. A seguito di questo scontro interno il gruppo dei fondatori lascerà l’Associazione.

Tutto cominciò a San Martino

Fino a questo momento  il modello di intervento dell’Associazione, è quello mutuato da Le Patriarche (modello di comunità di vita, con regole molto rigide e metodi coercitivi). La comunità è chiusa all’esterno soprattutto verso le istituzioni con le quali ha un rapporto di contrapposizione forte, quasi antagonista..

Gli operatori vengono riconosciuti come figure professionali e lasciano la comunità, dove fino a quel momento avevano vissuto, per andare a vivere per conto loro.

L’apertura al confronto con l’esterno porta all’adesione al Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza (C.N.C.A.).

Si progetta di arricchire il programma con interventi di reinserimento sociale sul territorio, a questo proposito viene preso un appartamento in affitto nel Comune di Borgo San Lorenzo e si dà avvio ad una nuova fase del programma terapeutica, quella appunto del reinserimento.

All’interno del programma che va via via definendosi attorno all’affermazione della centralità della persona vengono inserite attività culturali, sportive e ricreative che mirano ad integrare e completare il lavoro educativo.

1986-1988-Oltre la comunità il reinserimento, il programma diurno e l’accoglienza

All’inizio del 1986, l’Associazione affitta un appartamento a Borgo San Lorenzo dove prende avvio la fase del programma terapeutico relativa al reinserimento sociale delle persone che hanno ultimato il percorso di comunità.

Essenziale nel programma del reinserimento è stata poi la creazione, nel luglio del 1986, di un laboratorio artigianale per la lavorazione del legno e per opere di cucito: Il Brutto Anatroccolo, uno strumento di preparazione lavorativa per gli ospiti della comunità.

Il Brutto Anatroccolo diviene anche il luogo in cui accogliere persone in un programma diurno, programma nato dall’esigenza di dare risposte a coloro che necessitano di compiere un percorso non residenziale, ma solo di un sostegno in un programma di tipo territoriale. Il laboratorio proseguirà la sua attività fino al luglio del 2000. Nella Assemblea del 30 aprile 1988 si manifesta una nuova crisi, con le dimissione di alcuni soci .   

L’associazione rinnova il suo gruppo dirigente attorno alla figura di Aldo Tanas.

Da quella assemblea l’associazione Insieme, che aveva rischiato di chiudere, prende nuovo slancio e programma la formazione degli operatori prioritaria per la successiva  iscrizione all’albo degli Enti Ausiliari della Regione Toscana che segna la totale collaborazione con le strutture pubbliche.