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Crisi e pandemia nel terzo settore: l’indagine Cesvot

Cesvot ha diffuso i risultati di un’importante indagine, realizzata da Sociometrica, sugli effetti della pandemia Covid-19 sulle attività e sulle prospettive future degli Enti del Terzo Settore (Ets) in Toscana. L’indagine si è strutturata con 608 interviste a responsabili di Ets della Toscana, realizzati  nei mesi di giugno e luglio del 2020.

Le ripercussioni negative della pandemia sono mostrate dal fatto che gli Ets che hanno incrementato le loro attività rappresentano l’8,1%, il 29,6% lamenta una riduzione superiore al 50% e il 29,0% una riduzione compresa fra 15% e 50%, mentre il 14,2% ha chiuso (o sospeso) tutte le attività. Gli Ets che hanno mantenuto lo stesso livello di attività pre-Covid 19 rappresentano il 19,1%. 

Rispetto a eventuali cambiamenti, originati dal virus, nelle modalità di erogazione dei servizi, tolto il 14,2% di enti che ha sospeso/chiuso le attività, il 33,6% ha cambiato le sue modalità organizzative durante e dopo l’epidemia. Il 26,8% ha avuto cambiamenti considerevoli, il 10,8% ha cambiato totalmente modelli organizzativi e solo il 14,6 % non ha registrato modifiche di rilievo.

Per quanto riguarda gli effetti della pandemia sulle risorse economiche, il quadro complessivo vede gli Ets toscani colpiti in modo significativo. La metà degli enti si trova in una situazione molto difficile: più in dettaglio, il 16,3% ha perso gran parte delle risorse di cui avrebbe bisogno per svolgere le sue attività e il 33,5% registra “rilevanti” difficoltà economiche. Il 38,5% lamenta difficoltà che non impattano però sulle proprie attività. Per una minoranza di Ets la situazione economica è invariata o migliorata: il 10,9% non registra alcuna difficoltà e solo lo 0,9% ha più risorse di prima.

L’utilizzo da parte degli Ets dei provvedimenti di sostegno e degli ammortizzatori sociali emanati dal governo per fronteggiare le conseguenze dell’epidemia è molto scarso. Il 73,7% degli Ets non ha potuto utilizzare nessuno strumento fra quelli finora disponibili, il 9,2% pensa di utilizzarli in futuro, solo il 17,3% lo ha già fatto.

L’ultima sezione dell’indagine ha esplorato la percezione sul futuro del Terzo settore. Anche se si registra uno scollamento degli intervistati fra una visione negativa del futuro del Terzo Settore e una più ottimista riguardo al futuro del proprio ente, in generale le preoccupazioni superano l’ottimismo. Infatti, solo il 2,7% ritiene che per il Terzo settore in futuro “tutto sarà più facile”; il 22,2% ritiene che l’epidemia rappresenti sostanzialmente una parentesi e tutto tornerà come prima, mentre il 59,6% ritiene che sarà “un po’ più difficile”e il 15,5% che tutto sarà “molto più difficile.”

In conclusione, l’indagine di Cesvot segnala indubbi motivi di preoccupazione per l’attività degli Ets toscani, la cui capacità di resilienza e di innovazione sarà messa nei prossimi mesi duramente alla prova.

REPORT INTEGRALE DELL’INDAGINE