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64 modi di guardare la città

Lorenzo Tripodi, architetto e fondatore di “Tesserae Urban Social Research”, ci racconta della creazione di un atlante di quartiere online, una piattaforma multidisciplinare per fare ricerca partecipata sul territorio, per esplorarlo e conoscerlo attraverso delle mappe che si fanno racconto condiviso, in grado di restituire visioni e rappresentazioni degli abitanti, delle organizzazioni e degli attori di un territorio e di metterle in connessione.

Un lavoro che parte da Firenze, con una ricerca dell’Università nata sotto la direzione di Giancarlo Paba nel 2002 e che si sviluppa nelle sperimentazioni dei progetti europei e nelle esperienze di attivismo. In quanti modi possiamo guardare la città? Tesserae ce ne suggerisce 64, nei suoi Esercizi di ricognizione urbana, un sistema di definizioni possibili per maneggiare quell’oggetto complesso che è lo spazio urbano.Ne abbiamo scelta una, la città della memoria, che è legata a sua volta ad altre, in un gioco di rimandi e riflessi suggestivo e poetico che vi suggeriamo di navigare.

La città della memoria

La città è un’eredità. È un tessuto di ricordi intrecciati nel corso del tempo, un palinsesto di ricordi bruscamente demoliti e riscritti spostando eventi e ideologie. Una costruzione politica, forgiata dalla dinamica di rimozione e sostituzione, permeata dalla dialettica del decadimento e della persistenza, narrata dai monumenti dei vincitori e dall’assenza o dalle tracce occasionali dei perdenti. È caratterizzato da resti di catastrofi e distruzioni, ingigantiti da celebrazioni ed epifanie.