L’Area Nuove Opportunità ha il compito di studiare e sviluppare interventi in alcuni settori che rappresentano nodi importanti dell’intervento sociale, soprattutto a causa dei forti cambiamenti che stanno avvenendo nella società. Questi mutamenti da una parte fanno emergere nuovi problemi che il Terzo Settore deve essere in grado di comprendere ed affrontare, dall’altra aprono nuove opportunità di crescita collettiva.
Attualmente l’Area raccoglie i seguenti settori:
Carcere – le scelte legislative di questi ultimi anni si sono indirizzate verso la penalizzazione di comportamenti legati al disagio (dalla legge sulle droghe a quella sull’immigrazione), trasformando gli Istituti di Pena in luoghi fuori dalla società in cui rinchiudere le diversità. Le carceri esplodono (l’Indulto ha dato un po’ di respiro, ma i numeri stanno tornando rapidamente verso la soglia critica), spostando necessariamente le energie degli operatori carcerari dagli obiettivi del reinserimento a quelli del mantenimento dell’ordine interno. Il ruolo del terzo Settore deve essere quello di lavorare per un miglioramento della qualità della vita (progetti di educazione alla salute) e di attivazione di percorsi formativi e di reinserimento lavorativo e sociale.
Cultura – la cultura giovanile rappresenta, fino dagli anni ’50, uno dei motori principali dell’economia nei paesi occidentali, che però hanno sempre visto i giovani più come consumatori che come portatori di istanze nuove. L’espressione artistica al contrario raccoglie in sé due grandi opportunità: in primo luogo è uno strumento educativo e formativo fondamentale, in grado di fornire ai giovani competenze espressive e canali attraverso cui comunicare, interagendo positivamente con la comunità; in secondo luogo porta alla comunità un contributo in termini di rinnovamento e di crescita collettiva. La sfida è quella di trovare modalità nuove per sviluppare la creatività e l’autopromozione giovanile, con interventi che siano economicamente autosostenibili.
Lavoro – il mercato del lavoro negli ultimi 10 anni si è completamente rivoluzionato, con una velocità che, più che mostrare ai lavoratori nuove possibilità, ha creato paura e senso di precarietà. Il ripensamento delle forme di tutela in un sistema che non si basa più sul lavoro a tempo indeterminato non si è sviluppato al passo con i mutamenti. Il ruolo del terzo Settore è quello di sperimentare nuovi modelli formativi per l’inserimento o il reinserimento delle fasce svantaggiate, ma anche quello di sviluppare nuove forme di piccola imprenditorialità.
Carcere
C.A.T. Cooperativa Sociale ha cominciato a lavorare nel Carcere Minorile di Firenze nel 2004, con il progetto europeo “Proteger”, finanziato dal Programma AGIS, in collaborazione con partner di Inghilterra, Spagna, Lituania, Germania e Lettonia. Il progetto, mirato a confrontare e sviluppare nuove strategie di prevenzione della violenza nelle Carceri Minorili, ha prodotto la prima ricerca nazionale sui 17 IPM italiani, rapportata alla situazione presente negli altri paesi partecipanti. La ricerca, disponibile nella nostra area download, intende essere il primo passo per la costruzione di un osservatorio stabile al livello nazionale.
Presso la Casa Circondariale di Sollicciano si è appena concluso il progetto “Sopra la Pelle”, che ha organizzato un ciclo di quattro laboratori sul tatuaggio, mirato a fornire informazioni sulla tutela della salute e sulla prevenzione della diffusione di malattie infettive e la riduzione dei comportamenti a rischio (consumo di sostanze stupefacenti, sesso non protetto). Il progetto, condotto in collaborazione con UFM SERT B di Firenze - Dipartimento Dipendenze AUSL di Firenze, è stato elaborato partendo da un’esperienza simile sperimentata nel carcere di Venezia.
Attualmente C.A.T. Cooperativa Sociale ha avviato il progetto “Giona” presso l’IPM “Meucci” di Firenze, e il servizio di “Accoglienza” presso il Ser.T. penitenziario di Sollicciano.
Cultura
C.A.T. Cooperativa Sociale lavora nel settore della cultura giovanile dal 2002 con il progetto “Teen Music”, un laboratorio multimediale situato presso il Centro Giovani CURE, finanziato dal Quartiere 2 di Firenze. Il progetto, chiuso nel 2006 e trasformatosi nel progetto “Ex Fila”, era finalizzato a fornire competenze artistiche ed espressive a giovani in situazioni di disagio, incentivando la produzione della cultura di strada e multietnica. Il laboratorio ha prodotto due cd di musica hip-hop e uno di musica elettronica, nonché un documentario sulla scena hip-hop fiorentina (tutti disponibili nella nostra area download).
La Cooperativa si è sperimentata, in questi anni, anche sul versante dell’organizzazione di eventi in cui far esibire i giovani artisti, in parte attraverso il progetto “Teen Music”, in parte attraverso il progetto “Rubik” (agenzia di intermediazione per giovani artisti nella Zona Fiorentina Nord-Ovest), in parte attraverso i propri progetti territoriali (Operatori di Strada, Centri Giovani). Sono state organizzate varie serate tematiche sia in locali cittadini (Auditorium Flog, Circolo Il Progresso, Ambasciata di Marte…) sia nelle piazze (Piazza Santa Croce, sottopasso della stazione…) con alcune iniziative ormai stabili negli anni (4saltinpiazza a Calenzano, Lastra libera tutti a Lastra a Signa, Estate fiorentina al Parco dell’Anconella).
Un forte impegno della Cooperativa, in questi anni, è stato quello di passare dalla gestione di progetti finanziati da fondi pubblici, a servizi gestiti imprenditorialmente.
Attualmente C.A.T. Cooperativa Sociale gestisce diversi progetti in questo settore:
Lavoro
C.A.T. Cooperativa Sociale ha una lunga esperienza in questo settore, dagli inserimenti lavorativi legati ai Centri Diurni per persone tossicodipendenti (che gestisce dal 1985), alla gestione di servizi di Orientamento per l’Impiego (che ha mantenuto fino al 2003, quando la Provincia ne ha riassunto in proprio la gestione).
La progettualità in questo settore è incentrata soprattutto in due direzioni: da una parte costruire partenariati e sistemi efficaci per l’inclusione lavorativa delle persone fragili (in particolare attraverso lo strumento del tirocinio formativo), dall’altra sperimentare percorsi di creazione di posti di lavoro attraverso progetti imprenditoriali.
La Cooperativa partecipa, attraverso il Consorzio Pegaso, a progetti di formazione finanziati dal Fondo Sociale Europeo.


